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martedì 19 luglio 2011

Bolivia, ore decisive per l''Octubre Negro'

Articolo tratto da "Peace Reporter" (http://it.peacereporter.net)

La Fiscalia boliviana chiede 25 anni di carcere per l'ex presidente Sanchez de Losada, accusato di genocidio per le morti dell''Octubre Negro' 2003

E' impossibile dimenticare ciò che accadde a cavallo fra settembre e ottobre del 2003 a El Alto, località non distante da La Paz, centro nevralgico dell'economia boliviana.

È difficile che i campesinos che abitano la città cancellino dalla loro mente quello che ancora oggi viene chiamato "Octubre Negro" (ottobre nero) un mese di proteste contadine culminato con la violenta repressione da parte dell'esercito boliviano.

Sul campo restarono i corpi senza vita di 67 persone, tutti contadini che tentavano di bloccare la strada al trasporto di gas boliviano verso gli Usa. Era l'ennesimo furto legalizzato dall'amministrazione statale boliviana complice delle multinazionali che sfruttavano popolo e risorse. Una questione vecchia come il mondo in Bolivia, che fortunatamente oggi sarebbe impossibile da immaginare.

Negli ospedali della zona arrivarono 400 feriti. Molti altri non ritennero opportuno recarsi al pronto soccorso. Tanta gente gridò al genocidio. La rabbia saliva ogni minuto che passava. La tensione fra esercito e popolazione era altissima, le uccisioni sommarie costrinsero alla fuga (negli Usa) l'allora presidente padrone Gonzalo Sanchez de Losada, conosciuto come Goni o peggio come "El Gringo", e alcuni dei suoi fedelissimi ministri.

Oggi, sapremo qualcosa in più. Già un primo passo è stato fatto e i giudici del caso, Milton Mendoza e Mirna Aranciba, hanno considerato incostituzionale il dispiegamento dell'esercito per "reprimere le proteste con la scusa della presenza di gruppi guerriglieri e cospiratori". Per queste ragioni sono state chieste pene non inferiori ai 25 anni di reclusione.

Alessandro Grandi

sabato 16 luglio 2011

Cile, nuove proteste studentesche contro la riforma

Articolo tratto da "Peace Reporter" (http://it.peacereporter.net)

Sindacati e studenti in piazza contro le nuove misure del Governo di Sebastián Piñera

Il Governo di Sebastián Piñera per metter fine alle tensioni che hanno animato il clima di quest'inverno cileno ha proposto "un Gran Acuerdo Nacional por la Educación" (l'accordo GANE).
La proposta non ha però convinto gli studenti che sono nuovamente scesi in piazza per manifestare il loro disaccordo contro la riforma presentata pochi giorni fa.
Questa è la terza manifestazione indetta nell'ultimo periodo ed è stata organizzata dalla Confederazione degli Studenti del Chile (Confech).

I partecipanti sono per lo più sindacati e civili che insieme costituiscono il "Frente por la Educación".
Le principali richieste degli studenti sono maggiori risorse da investire nell'istruzione, un abbassamento dei prezzi nel trasporto pubblico, agevolazioni economiche agli studenti e soprattutto l'abbattimento delle disuguaglianze tra scuola pubblica e privata, quest'ultima sempre più agevolata e privilegiata.