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sabato 2 agosto 2014

Argentina, 100 economisti scrivono al Congresso Usa: la sentenza? Rischio inutile per la finanza mondiale

da www.ilsole24ore.com
con articoli di  e  e un commento di 1° agosto 2014
 «Cari membri del Congresso», inizia così la lettera con cui cento economisti di tutte le università del mondo - fra loro anche Nobel - chiedono al Congresso americano di mitigare le conseguenze della sentenza (caso Argentina vs NML Capital) sul debito argentino perché - spiegano - una decisione del genere potrebbe causare «un inutile danno economico al sistema finanziario mondiale». Interessante notare come un folto gruppo di economisti chieda ai politici di trovare una soluzione legislativa alla sentenza di un giudice. Fra i diversi argomenti, c'è anche quello che privati e corporation sono protetti dalla legge sulla bancarotta, ma lo stesso meccanismo non esiste per i debiti sovrani. La sentenza dell'ottantatreenne giudice Griesa della Corte del Southern District di New York chiede allo stato argentino di pagare gli hedge fund che hanno fatto causa, i creditori americani ribelli. Nella lettera gli economisti spiegano che la sentenza «e in particolare l'ingiuzione che attualmente blocca i pagamenti dell'Argentina al 93 per cento dei detentori di bond del Paese - potrebbe causare un danno inutile alla finanza mondiale, come anche agli interessi americani, all'Argentina e ai 15 anni di politiche americane di alleggerimento bipartisan del debito».
«È opinione largamente condivisa fra gli economisti che il tentativo di costringere l'Argentina al default che nessuno - né il debitore né il 90 per cento dei creditori - vuole, è sbagliato e dannoso» dice Mark Weisbrot, economista e codirettore del Center for Economic and Policy Research, che ha fatto circolare la lettera.
Secondo gli economisti (qui la lettera in cui si ripercorre il dramma argentino e il primo default del 2001, gli anni di negoziati che avevano portato a un accordo di ristrutturazione del debito fra il governo di Buenos Aires e il 93 per cento dei possessori di obbligazioni), la decisione di Griesa «potrebbe far saltare l'accordo esistente con i possessori di obbligazioni che hanno scelto di negoziare».
Si avverte anche che «la decisione della Corte potrebbe intralciare la possibilità di creditori e debitori di concludere una regolare ritrutturazione di cui una crisi del debito pubblico necessita. Tutto ciò - ricordano i professori - potrebbe avere un significativo impatto sui mercati internazionali, come ha ripetutamente detto anche il Fondo monetario internazionale». 
La decisione della Corte, inoltre, «porta con sé un rischio morale (moral hazard): se agli investitori sarà permesso di ottenere il rimborso completo, non rileverà più quanto rischioso era l'investimento iniziale». Non solo. «I ricorrenti - ricordano gli economisti - avevano acquistato bond argentini sul mercato secondario dopo il default» spesso per meno di venti cent. Avrebbero potuto accettare l'accordo e trarne gran profitto: ma hanno scelto di perseverare in una battaglia legale decennale perché non volevano «grandi» profitti, ne cercano di «esorbitanti» creando solo altra incertezza dal punto di vista finanziario. Hanno trovato un giudice che gli ha dato ragione e adesso l'Argentina si ritrova di nuovo nei guai. Questa sentenza però - notano i cento -potrebbe danneggiare anche gli Stati Uniti come centro finanziario dell'economia mondiale, perché se è vero che si stanno decidendo i destini argentini con le regole finanziarie e le leggi di New York, altri governi stranieri ci penseranno bene prima di emettere debito in America: cercheranno altri Paesi come Belgio e Gran Bretagna, che hanno una legislazione diretta a prevenire questo tipo di iniziative dei creditori come gli hedge fund americani.

domenica 13 luglio 2014

Russia-Argentina:Putin firma partnership

da www.ansa.it

Tour in America Latina, tappe anche a Cuba, Nicaragua, Brasile

(ANSA) - BUENOS AIRES, 13 LUG - Russia e Argentina hanno firmato un documento di partnership "strategica" durante un incontro a Buenos Aires tra Vladimir Putin e Cristina Kirchner. A margine della firma, Putin ha notato che Mosca considera l'Argentina come uno dei "soci principali in America Latina". Il tour di Putin nel continente prosegue oggi in Brasile. Già visitate Cuba e Nicaragua, dove si discute dell'interesse russo-cinese a un canale che potrebbe far concorrenza a quello di Panama e al predominio Usa.

martedì 24 giugno 2014

America latina: il sistema stradale Inca nel Patrimonio Unesco

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  24 giugno 2014  alle  6:00.

Un sistema stradale costruito durante l’impero Inca è entrato a far parte nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Si tratta del sistema noto come Qhapaq Nan che attraversa sei moderne nazioni sudamericane.Qhapaq-Nan
Era stato costruito per collegare le comunità che viveano nelle Ande alle vallate e alle foreste dei bassopiani., e in particolare per collegare la capitale Cusco con il resto dell’impero.
L’Unesco ha sottolineato che il sistema stradale è una meraviglia che deve essere preservata e restaurata. Fu costruito nel corso di diversi secoli e copre una lunghezza di circa 30.000 chilometri andando dall’attuale Colombia all’Argentina e al Cile, passando per Perù, Ecuador e Bolivia.

lunedì 16 giugno 2014

Paraguay: i nativi Sawhoyamaxa riavranno le loro terre

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  16 giugno 2014  alle  6:00.

Il presidente del Paraguay, Horacio Cartes, ha firmato questa settimana una legge che restituisce ai nativi Sawhoyamaxa delle terre da cui erano stati spogliati più di vent’anni fa.sawhoyamaxa
Il governo paraguaiano si conforma così ad una sentenza del 2006 della Corte Interamericana dei Diritti Umani, secondo cui l’agricoltore tedesco Heribert Roedel occupò illegalmente parte del territorio ancestrale (14.404 ettari) dei Sawhoyamaxa, situato nella regione del Chaco.
Il mese scorso il congresso aveva approvato il progetto di legge di espropriazione. Lo stato dovrà ora creare un fondo di sviluppo comunitario per i Sawhoyamaxa.

martedì 3 giugno 2014

Uruguay: l’ex presidente Vázquez potrebbe essere il successore di Mujica

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  3 giugno 2014  alle  6:00.

L’ex presidente dell’Uruguay Tabaré Vázquez è stato eletto come candidato unico della coalizione Frente Amplio per le presidenziali in programma per ottobre. In caso di vittoria, la sinistra uruguaiana governerebbe per il terzo mandato consecutivo.uruguayTabaré Vázquez
I risultati ufficiali preliminari delle elezioni primarie dei partiti celebrate domenica mostrano che il predecessore del presidente José Mujica ha superato con un grande margine il suo unico rivale, la senatrice Constanza Moreira.
La corte elettorale ha riferito che nella mattina di ieri, ore locali, Vázquez aveva l’82 per cento dei voti del Frente Amplio sul 31,1 per cento dei circuiti scrutati, mentre Moreira il 17,7 per cento.
Ridurre la pressione fiscale, combattere l’inflazione a rafforzare i piani sociali ed educativi sono alcuni dei temi proposti da Vázquez nella sua campagna elettorale.
Vázquez, medico di professione, è stato il primo presidente di sinistra dell’Uruguay, tra il 2005 e il 2010, e secondo recenti sondaggi ha molte possibilità di essere il successore di Mujica per il periodo 2015-2020.
L’ultima indagine di Equipos Consultores ha rivelato che il Frente Amplio gode del 44 per cento del sostegno popolare, mentre il Partido Nacional (destra) il 26 per cento e il Partido Colorado (centro-destra) il 16 per cento.
Se Vázquez dovesse vincere le elezioni di ottobre – o di novembre in caso di secondo turno -, il Frente Amplio si confermerebbe alla guida del paese per il terzo mandato consecutivo. Mai nessun partito politico ci è riuscito dalla fine della dittatura (1973-1985).
Come candidato unico del Partido Colorado è stato eletto Pedro Bordaberry, figlio dell’ex dittatore Juan María Bordaberry, con il 68,4 per cento dei voti.
Il candidato unico del Partido Nacional, con il 57 per cento delle preferenze, sarà Luis Lacalle Pou, figlio dell’ex presidente Luis Alberto Lacalle.

venerdì 21 marzo 2014

Argentina: aperti al pubblico gli archivi militari dell’ultima dittatura

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  21 marzo 2014  alle  6:00.

L’Argentina ha aperto al pubblico gli archivi segreti delle giunte militari dell’ultima dittatura (1976-1983), trovati lo scorso novembre in un edificio dell’aviazione.argentinadesaparecidos
Da ieri il ministero della Difesa consente la consultazione pubblica di 1.500 cartelle di documenti, oggi digitalizzati, scovati nel seminterrato del Palazzo Condor, a Buenos Aires, ed esaminati e classificati dalla Segreteria per i Diritti Umani.
L’archivio è stato messo a disposizione della giustizia per indagare i crimini contro l’umanità avvenuti durante la dittatura.
Tra i documenti figurano 280 atti originali delle riunioni della cupola militare negli anni della dittatura e le liste nere di intellettuali e artisti stilate dal regime.
Nelle liste nere figurano i nomi di 331 artisti, intellettuali e giornalisti segnalati come “pericolosi”. Tra questi, gli attori Norma Aleandro, Federico Luppi e Héctor Alterio, gli scrittori Julio Cortázar, María Elena Walsh e Osvaldo Bayer, e la cantante Mercedes Sosa.

venerdì 27 dicembre 2013

Ecuador: in cerca del sepolcro di Atahualpa

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  25 dicembre 2013  alle  9:52.

“Una delle più grandi scoperte della storia”, paragonabile alla tomba di Tutankhamon. L’archeologo franco-americano Benoit Duverneuil non ha nascosto l’entusiasmo per il ritrovamento di una formazione rocciosa che potrebbe appartenere niente meno che ad , l’ultimo re dell’impero Inca, e che metterebbe fine al ‘giallo’, mai chiarito, di dove siano finiti i suoi resti mortali.atahualpa
Un gruppo di ricercatori, impegnati in un’operazione nel Parco nazionale di Llanganates, sulle Ande dell’, si è imbattuto in una struttura di 80 metri d’altezza composta da centinaia di pietre pesanti fino a due tonnellate. “Il sepolcro di Atahualpa, concepito dagli spagnoli, è sempre stato un mistero… Così, se quello che è stato ritrovato risulta essere un sepolcro potrebbe essere un’enorme scoperta… Non solo, potrebbe contenere stanze o altri locali che potrebbero nascondere altre strutture” ha osservato Duverneuil. Si pensa che il sito possa celare anche il tesoro perduto di Llanganates, l’enorme quantità di oro e oggetti preziosi riuniti dai sudditi di Atahualpa per pagare il suo riscatto ai ‘conquistadores’ di Francisco Pizarro che lo avevano catturato.
Gli imperatori Inca venivano mummificati perché si credeva che i loro poteri rimanessero all’interno del loro corpo, costantemente vigilato da guardie e familiari. Da Quito, attorno al 1525 Atahualpa condusse una guerra civile contro il fratello Huáscar, che da Cuzco, nell’attuale Perù, si era proclamato re assoluto degli Incas e dopo averlo sconfitto fu catturato dagli uomini di Pizarro nella battaglia di Cajamarca. La leggenda narra che Atahualpa si offrì di riempire di pietre preziose la stanza dove era stato imprigionato per ottenere il suo rilascio ma che dopo averlo fatto fu tradito e infine giustiziato nel 1533. Con la sua morte l’Impero Inca cominciò a disintegrarsi, ma nessuno finora è riuscito a trovare il sepolcro dell’ultimo re, nonostante numerose spedizioni.